lunedì 30 maggio 2011

Pane e Coraggio






















nella foto a Sx: lo sbarco a Brindisi
nella foto a Dx: alcuni immigrati sulle Tonnare in mezzo al Mare.


PANE E CORAGGIO
Sembra quasi che l’argomento sia stato cestinato o che la questione sia risolta; ma così non è! Forse l’Italia, in questa sua buia parentesi non ha la voglia o la sensibilità per occuparsi di un argomento come l’immigrazione, tuttavia qualcuno dovrà pur farlo.
Gli sbarchi a Lampedusa sono diventati la nuova questione nazionale. La guerra in Libia continua e migliaia di bambini, donne e ragazzi cercano di costruirsi una vita migliore approdando sulle coste italiane, quando non affogano in mare. Il Governo con affanno risponde a questa emergenza.
I diversi CAI predisposti nella penisola, come anche nella nostra regione, a Manduria, hanno dimostrato la precarietà delle condizioni di queste persone e l’incertezza del loro futuro; molti hanno tentato di fuggire, alcuni ci sono riusciti affrontando nuovi viaggi della speranza verso il Nord Italia, altri sono rimasti lì dentro. Solo alcune regioni, come la Toscana, grazie ad una gara di solidarietà, hanno teso una mano a questa gente,mostrando il volto dell’accoglienza e ridandogli speranza.
Il problema dell’immigrazione è chiaramente non solo italiano ma europeo, in quanto coinvolge tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Spagna e Francia.
È necessaria, quanto prima, una direttiva dell’Unione Europea in merito a ciò affinchè gli Stati membri la attuino senza vestire i panni dello sceriffo. L’ A.S.T. ritiene che il Governo italiano, la società civile e il mondo dell’associazionismo debbano iniziare a guardare all’immigrazione come una risorsa e non come una minaccia, contribuendo a far integrare questa gente, affinchè diventino futuri nostri concittadini.

Amelia Ignone

martedì 24 maggio 2011

IL 12 E 13 GIUGNO VOTA E VOTA 4 SI...!




















UN LOGO PER VOTARE SI!

UN LOGO PER VOTARE !!!





I 4 QUESITI:


LEGITTIMO IMPEDIMENTO


Si vota per l’Abrogazione
Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?


NUCLEARE:

Si vota per l’Abrogazione Parziale di norme
Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?


ACQUA:


-Il Primo quesito riguarda la privatizzazione dell’acqua, le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Si vota per l’Abrogazione
Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?
-Il Secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, in base all’adeguata remunerazione del capitale investo.
Si vota per l’Abrogazione Parziale di norma
Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito?

lunedì 21 marzo 2011

NUOVO CODICE DELLA STRADA: PUGNO DI FERRO E TOLLERANZA ZERO



Come è noto già da un po’ di mesi il CDS ha subito notevoli cambiamenti. Il Senato, infatti, ha approvato delle importanti modifiche che toccano a 360 gradi gli automobilisti anche dal punto di vista professionale. Il nuovo CDS vede inasprire notevolmente le sanzioni soprattutto in riferimento a chi guida sotto l’uso di alcool e droga; naturalmente tutto questo interessa da vicino i giovani automobilisti anche perché per i neo patentati e per coloro che hanno una giovane età vi sono delle restrizioni particolari. Innanzitutto viene introdotta la tolleranza zero per chi ha meno di 21 anni, per chi ha la patente da meno di 3 anni e per i conducenti professionisti. Inoltre nei ristoranti diventano obbligatori gli etilometri ed è fatto divieto, nei locali notturni, di vendere alcolici dalle 2 alle 7 del mattino. Per quanto riguarda le droghe arriva l’obbligo del test antidroga come condizione necessaria per poter prendere la patente o per rinnovare quelle professionali. Chi guida per mestiere rischia di licenziamento per “ Giusta causa” in caso di sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti. Capitolo giovanissimi: nel mirino ci sono le minicar e i motorini truccati. Per le prime, cinture sempre allacciate e per i secondi, multe più salate per coloro che si fanno truccare il ciclomotore e per il meccanico che lo trucca; chi trasporta bimbi fino a 12 anni dovrà usare un apposito seggiolino e non superare i 60km/h e per finire fino a 14 anni di età si deve mettere il casco sulle bici. Quindi, il messaggio è chiaro: sulla strada non si scherza, si rischia il posto di lavoro e non si deve avere una molecola di alcool in corpo se si è neo patentati o giovanissimi. Queste nuove norme si auspica creino un giro di vite importante: locali, ristoranti, meccanici ecc… perché troppe sono ancora le vittime della strada: ad oggi, in Italia, gli incidenti stradali sono la seconda causa di morte dopo le malattie cardio-vascolari. L’obbiettivo principale è cercare di combattere le stragi del sabato sera, i pirati della strada che spesso sono ubriachi e/o drogati e aumentare il senso di responsabilità degli automobilisti. Ci auspichiamo che nelle scuole ed in ogni altro posto in cui si educhi un cittadino si possa iniziare una seria campagna di sensibilizzazione per tentare di arginare un fenomeno, quello delle “stragi del Sabato sera”, tanto incomprensibile quanto prevenibile. Meglio una strage di patenti! Queste, ovviamente, solo alcune delle novità del nuovo CDS. Gabriele Alfiero

martedì 15 marzo 2011


A.S.T. Associazione Sviluppo del Territorio VOLANTINAGGIO TELEMATICO L’A.S.T. , in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, ha deciso, in alternativa al solito volantinaggio cartaceo che oltre ad essere dispendioso sporca la città, di sperimentarne uno telematico. Chiunque aderirà al suddetto gruppo è come se avesse preso e letto un volantino e chiunque lo invierà ad un suo amico è come se lo avesse distribuito. Tutti possono farlo! Nel volantino, si possono leggere 2 slogan: “ uniti per un’Italia unita”; “ noi il 17 Marzo festeggiamo”; Il messaggio che si vuole mandare è chiaro ed è rivolto a tutti coloro che hanno fatto della divisione dell’Italia la loro attuale ragione politica e di vita, a tutti coloro che non si riconoscono nella Bandiera Italiana pur essendo italiani e che anzi se ne sono creata una loro, a tutti coloro che non perdono occasione per denigrare il meridione, a coloro che il 17 Marzo non festeggeranno perché non si sentono Italiani; ebbene, a costoro noi diciamo che ci sentiamo Italiani, che siamo onorati di sentirci tali ed in conseguenza di ciò saremo ben contenti di Festeggiare questa bellissima ricorrenza. Buon Compleanno Italia. Il Presidente Silvio Molfetta

lunedì 28 febbraio 2011

AST COMUNICA



Giovedì, 3 Marzo, alle ore 18.00, presso la sede di Lab Creation, vi sarà una iniziativa con il Presidente dell’AST, Dott. Silvio Molfetta, per parlare, del 150° dell’Unità di Italia, ma anche della tanto chiacchierata Regione Salento, e di un certo tipo di Federalismo che soprattutto negli ultimi giorni calca le cronache nazionali. Una iniziativa Culturale che tenterà di far emergere, qualora ve ne fossero, alcune contraddizioni tra i Festeggiamenti, forse solo di rito, per il 150° dell’Unità di Italia e alcune manovre che a tutto fanno pensare, fuorché all’Unità Nazionale. L’occasione è gradita per estendere l’invito a chiunque ne fosse interessato. AST

mercoledì 16 febbraio 2011

Su Facebook, la denuncia di Mimmo Stella per il degrado del Centro storico.




Alla fine, quasi per lanciare un grido di allarme, lo scempio approda su Facebook in forma di amaro sfottò. Protagonista della denuncia è ancora una volta Mimmo Stella, presidente dell'associazione civica "Terra dei Messapi" e coraggioso promotore di battaglie di civiltà. Teatro dello j'accuse, le luminose pagine del proprio profilo, luminose perché di fatto ogni post pubblicato da mesi costituisce il dettagliato resoconto di ciò che proprio non va a Mesagne, soprattutto da un punto di vista urbanistico ed architettonico e, di conseguenza, della tutela dei tesori artistici della cittadina messapica. Questa volta nel mirino dell'appassionato cultore di storia locale uno dei più disgraziati angoli di centro storico: disgraziati quasi nel senso di fuori della Grazia di Dio. E' la famigerata via Felice Ronzini, assurto a simbolo del cuore degradato di Mesagne. Una foto illustra l'ineffabile incuria di quella viuzza, ma anche l'approssimazione e la strafottenza di intere classi politiche che si sono via via avvicendate negli anni. Qualche sodale di Stella si è divertito a giocare col photoshop, affiancando alla brutture di via Ronzini il fotomontaggio del sindaco Scoditti travestito da imbianchino. La realtà è invero imbarazzante: lordure di origini diverse – animali ed umane -, graffiti, scritte oscene, cocci di vetri, immondizia depositata lì con noncuranza affrescano poveri edifici disabitati e in rovina. Al di là di teppistelli e giovani vandali, pochi coraggiosi ormai si avventurano in quella stradina che racconta molte scomode verità. Racconta, ad esempio, di come le giovani generazioni riescano ad essere irriguardose del luogo in cui vivono; o come l'amministrazione comunale rivolga la propria attenzione a questioni più spesso irrilevanti ma che garantiscono l'effimera ribalta di qualche colonna in cronaca. Quello spettacolo desolante racconta infine un'altra incredibile realtà: che neppure un assessore della giunta Scoditti abbia fatto quattro passi in via Felice Ronzini e ne sia tornato tanto scandalizzato da decidere di assumere una decisione «gravosa»: incaricare il competente ufficio comunale di imbiancare le mura, magari ripulendo le antiche chianche levigate dal tempo da tutte le immonde sozzure che oggi le ricoprono. Non ha molto senso tenere in ordine e magari abbellire le strade più note e frequentate, tralasciando per anni le vie nascoste allo sguardo. Questo comportamento ricorda in maniera preoccupante quello di chi non esce mai di casa senza due sbuffi di profumo, dimenticando però di lavarsi le ascelle.



Giuseppe Florio


domenica 5 dicembre 2010

L’A.S.T. PERPLESSA SULLA COSTITUZIONE DELLA REGIONE SALENTO


L’A.S.T. PERPLESSA SULLA COSTITUZIONE DELLA REGIONE SALENTO

L’art. 132 della Costituzione Italiana recita : “Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra.”

Sulla scorta del Dettato Costituzionale tanti, sin ora, hanno ipotizzato l’indipendenza di Regioni ovvero il distaccamento di Comuni e Province o la nascita di Nuove Regioni, oltre al già noto tentativo di rendere indipendente la Padania e la Regione Sicilia, esistono, infatti, altri episodi significativi.

Basta navigare su Internet per scoprire che di recente un nuovo e noto movimento politico, ha proposto la creazione della nuova Regione dell’Etruria o della Tuscia che dovrebbe comprendere la Provincia di Grosseto, Cerveteri, e Viterbo.

C’è chi ha proposto la Lunezia, una nuova regione della Padania che dovrebbe comprendere La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Parma e Reggio.

Anche qui, nella nostra amata Puglia, c’è chi propone la Regione Salento che dovrebbe comprendere le Province di Lecce, Brindisi e Taranto.

In occasione delle celebrazioni sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia, fa pensare il fatto che vi sia tanta gente che ancora ne voglia la sua ulteriore frammentazione, nel sogno di un maggior controllo del territorio, di una maggiore autonomia legislativa ecc…, si rischia di incorrere in alcune gravi sottovalutazioni.

Queste operazioni, qualora dovessero andare in porto, contribuirebbero ad aumentare i costi della politica: vi sarebbero nuovi Presidenti di Regione e nuovi Consiglieri Regionali da pagare, circostanza che costituirebbe una contraddizione eclatante, ove si pensi che si vuole diminuire il numero dei Parlamentari e abolire le Province proprio per ridurre i costi della politica.

Da non sottovalutare il forte momento di crisi economica che la nostra nazione sta affrontando e che tale frammentazione, a nostro modo di vedere, non aiuterebbe certo a superare.

Ed ancora, ci chiediamo; quale peso politico potrebbe avere la Piccola e Nuova Regione Salento?

Queste e tante altre le Ragioni che spingono l’A.S.T. a esprimere le sue perplessità rispetto alla costituzione della Regione Salento, anche per scongiurare, in quest’ottica, una futura ipotetica Regione Murge o una ulteriore Regione Garganica.

Ad ogni modo, sembrerebbe che il quorum di 1/3 dei Comuni delle tre Province di Lecce, Brindisi e Taranto, sufficienti per poter indire il Referendum sulla Regione Salento, così come previsto dalla Costituzione, sia stato raggiunto; in ogni caso ci auguriamo che quando arriverà il giorno del voto, vinca la REGIONE PUGLIA e vinca l’Unità.

Silvio Molfetta

lunedì 19 luglio 2010

BREVI CONSIDERAZIONI IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO


Brevi considerazioni in ricordo di Borsellino

Leggo, da notizie di stampa apparse a commento di una lodevole iniziativa dei Giovani Democratici di Mesagne, che “Paolo Borsellino era come tutti sanno un uomo di destra” ed anche che “per anni ha votato quel glorioso partito che portava il nome di Movimento Sociale Italiano”.
Notizie biografiche del giovane Borsellino studente universitario riferiscono di una sua militanza nel FUAN Fanalino. E allora?
Nel mentre i grandi filosofi e scienziati della mente si interrogano sulla attualità della distinzione tra destra e sinistra, (Norberto Bobbio – Destra e Sinistra) e indagano le ragioni della perdita di significato di tale distinzione, vi sono altri che con dubbia sicumera intruppano il Giudice Borsellino in un ambito partitico.
Il fatto che ciò accada in occasione del ricordo della strage di via D’Amelio, tinge di foschi colori tale incauta sortita e tutte quelle altre, nessuna esclusa, similari da chiunque altro proposta.
Vi sono uomini che con le loro azioni ed il loro pensiero hanno raggiunto vette supreme: questi uomini appartengono alla Storia!
Il Giudice Borsellino è uno di quegli uomini insieme a Falcone, Terranova, La Torre, Costa, Impastato, Chinnici, Dalla Chiesa, Cassarà, Giuliano, Basile, Livatino, Scaglione, Libero Grassi, Don Pino Pugliesi, citati a caso, e a tanti altri, troppi, che non arretrarono di un millimetro nel rivendicare l’affermazione dell’Autorità dello Stato e delle Leggi contro la Mafia.
Egli fece del principio “dell’uguaglianza di fronte la legge”, della lotta ai potenti, ai mafiosi nella più ampia accezione che egli ed il Giudice Falcone avevano scoperto, che pretendevano di essere affrancati dal rispetto della legge, il suo credo.
Il principio dell’”uguaglianza dinanzi alla legge” è di destra o di sinistra?
Egli sacrificò la sua vita per l’affermazione di tale principio: per questo noi oggi lo ricordiamo.
In particolare ricordiamo di lui, la sua grande capacità di comunicazione nei confronti dei giovani. Sino alla fine dei suoi giorni egli dedicò le sue energie e la sua intelligenza a contrastare la mafia anche nel campo culturale parlando nelle scuole e rivolgendosi ai giovani ed al loro complesso mondo, con parole semplici e di immediato impatto.
Rocco Chinnici, di Borsellino, come giudice, diceva essere dotato di grande intuito e di grande senso di responsabilità e come uomo di un eccezionale coraggio.
Esemplare fu il senso del dovere del Giudice Borsellino: egli antepose il suo ruolo, la sua funzione, a qualsivoglia altro pur fondamentale impegno. Compresa la sua famiglia.
Il senso del dovere è di destra o di sinistra?
Spesso tutti questi uomini hanno lottato in solitudine: ed anzi la trappola mortale è scattata sempre quando l’operazione di isolamento, accompagnata da denigrazione, irrisione, ed anche calunnie, veniva completata.
A volte hanno trovato nella azione dello Stato, proprio quello per cui hanno dato la vita, un nemico.
Spesso nei gangli più segreti dello Stato si sono annidati i serpenti a sonagli del tradimento, del depistaggio, della collusione o anche solo del colpevole disimpegno. Un comunicato di oggi riporta la dichiarazione del Procuratore della Repubblica di Caltanisetta secondo il quale sulle indagini per la strage di via D’Amelio “c’è stato un colossale depistaggio”.
Quegli uomini come Borsellino, che hanno dato la vita per la libertà di tutti noi, non sono di destra o di sinistra; non possono essere di destra o di sinistra.
Le loro individualità sono confluite in qualcosa di più grande che travalica anche i loro stessi propositi.
Pensiamo a questi uomini, insieme a tutti quegli altri che quotidianamente fanno “semplicemente” il loro dovere, come al nostro nuovo DNA civico, oppure a delle forze difensive interiori che ci aiutano a non smarrire la linea maestra della legalità.
Mesagne 19 luglio 2010
Avv. Carmelo Molfetta

mercoledì 5 maggio 2010

INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SUL FOTOVOLTAICO DELLA REGIONE PUGLIA


















DICHIARATA INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SUL FOTOVOLTAICO DELLA REGIONA PUGLIA N° 31 DEL 21 OTTOBRE 2008.

La Corte Costituzionale si è occupata della legge della Regione Puglia n. 31 del 21 ottobre 2008, recante “Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili…”.
Come è noto, con pronuncia n. 119 del 26 marzo 2010 ha dichiarato la illegittimità costituzionale di alcune norme contenute nella suddetta legge regionale.
In particolare sono state dichiarate incostituzionali quelle che si sono poste in contrasto con il principio previsto dall’art. 12 comma 10 del D.Lgs 387/2003 in virtù del quale l’indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di particolari impianti può avvenire solo sulla base di linee guida di competenza statale.
Né, dice la Corte, l’assenza di linee guida nazionali poteva giustificare la sostituzione di iniziativa legislativa da parte dell’ente regionale.
Particolare importanza, anche dal punto di vista pratico ed applicativo, risulta la dichiarazione di incostituzionalità delle norme relative alla possibilità di costruire impianti fotovoltaici (ma non solo) anche di una certa potenza, sulla base della sola D.I.A.
La Corte ritiene illegittima la norma, per contrasto con l’art. 12 comma 5 del D.Lgs 387/2003”…in quanto maggiori soglie di capacità di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la disciplina della D.I.A. possono essere individuate solo con Decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare d’intesa con la Conferenza unificata senza che la Regione possa provvedervi autonomamente”.
Le sentenze della Corte Costituzionale hanno valore costitutivo nel senso che i rapporti sorti in precedenza alla dichiarazione di incostituzionalità della norma non cadono automaticamente così come gli atti amministrativi sorti in precedenza non cadono automaticamente.
In seguito alla sua dichiarazione di incostituzionalità quella norma non può più essere utilizzata nei confronti di quei rapporti che dovranno sorgere in futuro, ma anche nei confronti di quelli già sorti purché non esauriti.
La dichiarazione di incostituzionalità di tali norme pone seri problemi applicativi alle amministrazioni comunali, le quali hanno la possibilità di esercitare il loro potere in autotutela intervenendo finanche in quei casi in cui avessero già rilasciato i propri atti autorizzativi.
La A.S.T. Associazione per lo Sviluppo del Territorio, tra le prime a porre la questione del deturpamento del paesaggio attraverso l’installazione degli impianti fotovoltaici segue con interesse l’evolversi della vicenda come con interesse seguirà l’azione dell’amministrazione in tale settore.

Dott. Silvio Molfetta

lunedì 22 marzo 2010

Il testo de: "LE RADICI CA TIENI"
SUD SOUND SYSTEM








Le tue radici Se non dimentichi mai le tue radici Rispetti anche quelle dei paesi lontani Se non scordi mai da dove vieni Dai più valore alla tua cultura Siamo salentini, cittadini del mondo Radicati ai Messapi, con Greci e Bizantini Uniti in questo stile con i jamaicani Dimmelo da dov’è che vieni Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo in dialetto E non perché non sappia l’italiano Ché se voglio parlo anche il jamaicano Perché l’importante è sapere un po’ di tutto Anche se a volte di tutto me ne frego Ma se qualcosa m’interessa son capace di fissarmi E se è proprio quello che voglio fare mi metto là e lo faccio come posso Perché devo essere io a decidere di me stesso E la vera cultura è saper vivere, Essere coriaceo ma sempre sensibile Anche se la vita è dura, è meglio saper amare Persino quando ti sembra impossibile La difendo, la tengo stretta al cuore La mia cultura rappresenta ciò che è successo e succederà In questo mondo, in cui non ha più un valore Chi parla un’altra lingua o è di un altro colore! Ti tolgono tutto, anche la voglia d’amare Ed è ovvio che tanta gente reagisca in modo assurdo! Ti tolgono tutto, anche le orecchie per ascoltare Chi piange e chiede aiuto per i torti che deve subire Ti tolgono persino la terra da sotto i piedi, Si comprano tutto ciò a cui tieni Mi dispiace per tutto quello che ci togliete Ma siamo ancora qui, da qui non ce ne siamo mai andati! Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole Dove la gente cerca l’ombra per potersi rinfrescare. E’ scritto sulle pietre ciò che voglio capire Sono parole antiche, perché l’uomo non può cambiare! La memoria è cultura ed è questo che vuole: Ricorda quel che è stato, per poter capire Basta mezz’ora perché il boia diventi vittima Ma la vittima diventa boia senza la cultura! Su queste radici noi siamo ben saldi E possiamo amare popoli che non conosciamo Allontanandoci da quelli che meditano l’odio e la guerra Ma la mia mente non dimenticherà mai questi criminali! Difendila, quando puoi difendila E’ la tua terra, amala e difendila Ancora, difendila! Quando puoi difendila E’ la tua terra, amala e difendila! Da chi? Da chi vuole speculare e corrompere, difendila! Da chi vuole approfittare dell’ignoranza, difendila! Da chi vuole svendere la nostra arte, difendila! Da chi non vuole più crescere, difendila! Per chi non ha più speranza Per chi è rimasto senza forze, difendila! Per chi non ce la fa ma ci crede, difendila! Per chi non riesce a starti dietro, difendila! Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo dialetto E non perché non sappia l’italiano Chè conosco anche due parole di wolof africano “chep gen” è il riso che si mangia con le mani E “mu nu mu cu bbai” vuol dire non posso farne a meno E “man gi dem man gi dem” vuol dire andiamo adesso andiamo Dovunque tu voglia purché portando rispetto E facendoci rispettare per ciò che siamo Perché la vera cultura è saper vedere La realtà per quello che è, facile o difficile La cultura vera è saper capire Chi veramente ha bisogno e chi è il più debole La difendo, stretta forte al cuore Questa è la poesia che crea la terra con l’amore. Quella che erediti, avendo modo di ascoltare Grazie a chi la diffonde oggi e qui la può apprezzare. Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole E per quelli che arrivano c’è sempre il mare! Quello che devo comprendere sta scritto su queste pietre E cerco di spiegartelo perché tu possa non dimenticarlo! Difendila! Quando puoi difendila! E’ la tua terra, amala e difendila! Ancora, adesso, difendila! Quando puoi difendila! E’ la tua terra, amala e difendila!





Se nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti puru quiddre delli paisi lontani! Se nu te scierri mai de du ede ca ieni dai chiu valore alla cultura ca tieni! Simu salentini dellu munnu cittadini, radicati alli messapi cu li greci e bizantini, uniti intra stu stile osce cu li giammaicani, dimme mo de du ede ca sta bieni! Rico Egnu dellu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu e nu mbede filu no Ca l’italianu nu lu sacciu ca se me mintu cu riflettu parlu lu jamaicanu strittu perche l’importante e cu sai nu pocu de tuttu anche se de tuttu a fiate me ne futtu ma se na cosa me interessa su capace puru me fissu se ete quiddhru ca oiu fazzu me mintu ddhrai e fazzu cè pozzu perche addrhu bessere ieu ca decidu te mie stessu ca la vera cultura è cu sai vivere cu biessi testu ma sempre sensibile puru ca la vita ete dura è meiu sai amare puru quannu te pare ca ete impossibile. Fabio Me la difendu, la tegnu stritta cullu core la cultura mia rappresenta quiddru ca é statau e ca ha benire Intra stu munnu, a du nu tene chiui valore Ci parla diversu o de diversu ede culure! Te ne leanu tuttu puru la voglia de amare, cussi ca tanta gente a pacciu modu stae a regire! Te ne leanu tuttu puru le ricchie pe sentire, ci chiange e chiede aiutu pe li torti ca stae a subire Te ne leanu puru la terra de sutta li piedi, se cattanu tuttu quiddru a cui tie nci tieni Me dispiace pe tuttu quiddru ca ne sta gliati Ma stamu ancoraa quai, de quai nu ne limu mai sciuti! Rit. Nandu E riu della terra a du nce sempre lu sule a du la gente cerca umbra ca la po defrescare. Stae scrittu sulle petre quiddru ca aggiu capire su parole antiche percé l’uomu nu po cangiare! Memoria ede cultura e bede quistu ca ole: recorda ce ha successu cussì pueti capire lu boia denta vittima puru dopu menz’ura ma la vittima denta boia se nu tene cultura! Su ste radici nui stamu ben radicati ni fannu amare populi mai canusciuti ni scosta de ci medita l’odiu e la guerra ma de sti criminali la mente mia nu se scerra! Treble Difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! Ntorna moi, difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! De cine? De ci ole cu specula e corrompe, difendila! De ci ole sfrutta l’ignoranza, difendila! De ci ole svende l’arte noscia, difendila! De ci nu bole crisca ancora, difendila! Pe ci nu tene chiù speranza Pe ci ha rimastu senza forza, difendila! Pe ci nu pote ma nci crite, difendila! Pe ci nu te pote secutare, difendila! Rico Egnu de lu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu e nu bete pecce ca l’Italianu nullu sacciu ca se buenu me recordu do parole de woolof africanu chep gen è lu risu cullu pisce ca se mangia culle manu e “mu nu mu cu bbai” vuol dire nun ne pozzu fare a menu e ”man gi dem man gi dem” vuol dire sciamu moi sciamu a du ete ca uei basta ca rispettu purtamu e ca ne facimu rispettare pe quiddhri ca simu ca la cultura vera è cu sai itere la realtà pe quiddhra ca ete sia ca è facile sia ca è difficile la cultura vera è cu sai capire ci tene veramente besegnu ci ete lu chiu debole Fabio Me la difendu, stritta e forte cullu core quista e’ la poesia ca crea sta terra cull’amore. Quiddra ca muti, tenenu modu te sentire grazie a ci la porta in giru oci a quai la po saggiare. Nandu E riu della terra a du nce sempre lu sule e alla gente ca ria nci pensa sempre lu mare! A quai stae scrittu sulle petre ce aggiu capire cercu cu te le spiegu, perché nu ta scerrare! Treble Difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! Ntorna moi, difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila!

mercoledì 17 marzo 2010

SALVIAMO IL LIMITONE DEI GRECI DAL FOTOVOLTAICO SELVAGGIO!!!



Salviamo il Limitone dei Greci dal fotovoltaico selvaggio. Grido di allarme di Mimmo Stella, studioso di storia locale e presidente dell’associazione culturale “Terra di Mesagne”.Il “Limitone dei Greci” è un luogo caratterizzato da numerosi elementi di straordinaria importanza. A livello geostrutturale, esso rappresenta l’estremità orientale di una faglia tettonica avente direzione Nw-Se corrispondente a quella porzione di territorio alla quale gli abitanti del posto ricononoscono un radicato valore paesaggistico, storico e geografico che travalica i confini comunali.In corrispondenza di questa faglia, in età romana ma, molto probabilmente, già a partire dall’età messapica, si imposterà uno degli assi viari più importanti della regione salentina: il cosiddetto “Limitone di Greci”, la strada interna che collegava Taranto ad Otranto, ancora esistente e ricalcata dalla strada provinciale che collega Oria a Cellino San Marco. Il Limitone dei Greci viene definito anche come una porzione di territorio elevata rispetto alle generali caratteristiche morfologiche dell’area circostante e la storiografia locale tende a considerarlo il residuo di una muraglia eretta dai Bizantini a ridosso della frontiera longobarda. “Lemiti”, “lemitone”, “limitone” appaiono come varianti salentine usate per indicare confini, talvolta segnati da muri a secco, anche di grandi dimensioni. Il latino “limes” indica i confini agrari e, quindi, quelli della limitatio (viae transversae) relativa alla centuriazione. Così “limes” viene ad indicare anche i sentieri e le strade che insistevano normalmente sui limiti poderali.Senza soffermarci troppo sulla reale consistenza di questa linea di confine tra territori longobardi e bizantini, va considerato il suo ruolo di direttrice preferenziale per le dinamiche insediative del popolamento rurale in età romana come risulta evidente analizzando la lunga serie di “ville rustiche” rinvenute lungo questo allineamento. Oggi il Limitone dei Greci è seriamente minacciato dall’impianto di parchi fotovoltaici distribuiti in maniera selvaggia. Raccogliamoci in gruppo e ostacoliamo quanto possibile questo scempio.

Articolo preso dal Portale ON-LINE di Mesagne " MESAGNESERA "

martedì 9 marzo 2010

PERCHE' 8 MARZO







PERCHE' 8 MARZO


Questo è il volantino distribuito all'iniziativa dell'ARCI l'8 MARZO




Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Inizialmente era celebrata solo negli Stati Uniti per ricordare e commemorare le vittime di quella tragedia,ma col passare degli anni,la data dell'8 Marzo ha assunto un'importanza mondiale,diventando grazie alle associazioni femministe,il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli ,ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto. Oggi,questa festa è molto attesa,e le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti. Bisogna sentirsi ed essere donne sempre!Bisogna essere rispettate sempre! DONNE NON SOLO L'8 MARZO,MA SOPRATTUTTO DONNE TUTTO L'ANNO!!!


Federica Russo

RINGRAZIAMENTI PER L'INIZIATIVA DEL 4 MARZO

L'A.S.T. (Associazione per lo Sviluppo del Territorio) ringrazia tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa del 4 Marzo sulla " CRISI DELL'AGRICOLTUTA E LE PIANTAGIONI DEL FOTOVOLTAICO" .
In particolar modo Mesagne. TV che ha prodotto il Video Inchiesta , La CIA, La Coldiretti, e l'Ingegnere Carlucci dell'Università del Salento.
Grazie a tutti, il confronto e il dialogo è l'arma vincente contro l'ignoranza e la superficialità!









giovedì 18 febbraio 2010

"IL SOLE DEL SUD FA GOLA..."



A.S.T. Associazione per lo Sviluppo del Territorio

Sta avendo inizio in questi ultimi mesi in tutta Italia una mobilitazione concreta per dare una mano all’ambiente. Dal primo Settembre scorso sono già fuori produzione le tradizionali lampadine a incandescenza. Il primo Gennaio 2010, la scadenza fissata dall’Europa per mettere al bando i sacchetti di plastica. Se in Italia le cose, si spera, stiano per cambiare, anche la Puglia insieme alla Lombardia e al Trentino danno manforte per l’istallazione di impianti eolici e fotovoltaici; obiettivo primario quello di produrre energia elettrica da fonti alternative. Non si può purtroppo scherzare sulla Sfida che stiamo giocando. La «Sfida della Sopravvivenza». Siamo consapevoli in tutto quello che facciamo, partendo dalle difficoltà di non saper gestire lo smaltimento dei rifiuti; dal non riuscire a cambiare la mentalità, che sta a significare adattarsi a nuovi comportamenti, come quello di fare una semplice raccolta differenziata, di avere di fronte a noi una gamma inderogabile di priorità. A Mesagne nelle zone periferiche sono stati installati molti impianti, dove si possono ammirare già i primi mastodontici pannelli in corso di realizzazione. L’iniziativa è regolata nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dell’ambiente. L’importanza è palese, considerando l’investimento di 26 milioni di euro. L’intento è di dare vita ad un vero e proprio “Parco Solare”, con sette impianti che complessivamente esternano un potenza di 5,4 Megawatt. Il tutto dovrà essere attivo entro il mese di Dicembre 2009. Bisogna però tenere conto di un problema che potrà sorgere dopo, cioè la tutela del patrimonio artistico e paesaggistico. Questa distorsione diventa più evidente nel momento in cui i regolamenti edilizi dei comuni dovranno essere attuati. L’auspicio è che si trovino delle soluzioni tecnologiche “esteticamente” convincenti. Questo perché i nostri terreni spogli, le nostre campagne sono comunque patrimonio culturale e bisogna moderare la costruzione di queste strutture, al fine di non dimenticare o sprecare le nostre risorse centenarie. Dunque sorge un dilemma: lo smaltimento dei componenti dei pannelli solari. Queste isole energetiche come qualsiasi azienda che produce energia, hanno bisogno di effettuare periodicamente operazioni di smaltimento. Quali sono le componenti? Il silicio, elementi chimici presenti all’interno del silicio stesso, foglie di materiale plastico, alluminio. In generale, quindi, come ogni prodotto che ci circonda, anche i moduli fotovoltaici devono essere smaltiti correttamente. Per “correttamente”, s’intende rispettando la Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti. Tali elementi non sono altamente tossici, si parla di tossicità solo nei casi in cui all’interno di suddetti moduli vi sia presenza di arsenico. C’è da dire però che come ogni componente elettronica ha anche delle sostanze base che possono danneggiare l’ambiente e la salute umana e sono: piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente. Ovviamente all’esoso investimento bisogna aggiungere i costi di smaltimento che possono superare di gran lunga quello legato alla produzione stessa dei materiali; resta ancora da stabilire, e questo si saprà più in la, chi saranno le azienda preposte allo smaltimento. Allora, allo stato attuale bisognerebbe applicare una politica del risparmio energetico, spegnendo l’illuminazione nel “fuori orario”. Questo per non incorrere nell’effetto “rebound” e cioè: siamo soddisfatti di aver raggiunto un obiettivo verde e poi sbagliamo con altri comportamenti. Pertanto siamo preoccupati per il nostro territorio e ci chiediamo se non fosse utile un efficace regolamento, che limitasse o quanto meno controllasse, la realizzazione selvaggia di moduli fotovoltaici nelle nostre belle campagne.

lunedì 1 febbraio 2010

A.A.A. Cercasi Valori Veri







In una società in cui su Facebook appaiono gruppi intitolati:” IO ANCHE PICCHIO MIA MADRE”; in una società in cui apprendiamo da alcuni giornali che vi sono dei Sindaci che “VIETANO LO SCIOPERO AI NEGRI”; in questa società in cui le vicende di Rosarno ci incuriosiscono ma non ci sconvolgono poi più di tanto, come se accadessero in un altro pianeta.
In questa società in cui il consumismo è divenuto la regola e l’apparire il principale obiettivo di donne e uomini.
In una società in cui i giovani sono illusi dal facile successo che i media gli propongono, dove i sacrifici, l’impegno e lo studio sono per gli stupidi e i Reality e la TV sembrano essere la più ambita soluzione a tutti i problemi.
In questa società in cui tutti indossiamo una maschera che ci consente di essere accettati e riconosciuti dalla gente che ci circonda, come bisogna comportarsi per ristabilire gli equilibri e le priorità della vita?
La soluzione come spesso accade, sta all’origine, sta nei principi della famiglia, nelle priorità della vita che devono vincere i vizi sempre più numerosi della società odierna.
Questo fenomeno sociale non è una questione a noi lontana ed estranea, non riguarda solo l’Italia del Nord e le sue città cosiddette evolute e industrializzate, anche il sud e quindi il nostro territorio sta subendo questo attacco ai valori e alle priorità.
Anche qui, nella terra dei terroni, degli emigranti, dei contadini, degli operai, sembra che questi valori si stiano perdendo.
Bisogna riportare al centro il valore della Famiglia, dello Sport non solo come meta di successi e di ricchezze, ma soprattutto come alternativa alle insidie della strada e come promotore dei valori del gruppo, del rispetto delle regole e dei compagni, delle Parrocchie che devono svolgere meno orientamento politico e ritornare ad avere un ruolo di primo piano nella educazione civica e culturale dei giovani, dell’Ambiente, non speculando su di esso, interpretando l’energia alternativa come una risorsa e non come business.
Per fare questo ci vuole l’uomo, ci vuole la volontà di cambiamento, ci vuole coscienza.
Certamente non saremo noi i depositari del bene e del giusto, a noi solo il ruolo di denunciare questi episodi sociali che rischiano di sfuggire dai controlli dell’uomo e di minare irreversibilmente lo sviluppo culturale del nostro territorio, sperando di provocare un dibattito che anche se critico, purché educato e civile, riteniamo essere comunque costruttivo.


Dott. Silvio Molfetta

http://www.astmesagne.blogspot.com/

mercoledì 27 gennaio 2010

GIORNATA DELLA MEMORIA...
PER NON DIMENTICARE!!!


giovedì 10 settembre 2009

IL PUNTO SULL’ “ESTATE MESAGNESE”



Come ormai da un po’ di tempo a questa parte, precisamente dal 20 Dicembre 2007 l’AST (Associazione per lo Sviluppo del Territorio), si occupa delle varie problematiche e tematiche che interessano il nostro territorio.
In questa occasione abbiamo voluto trattare un tema che sta molto a cuore ai Mesagnesi, e cioè l’ESTATE MESAGNESE.
Una stagione e un’occasione di rilancio economico per molte attività commerciali, un periodo di divertimento e di gioia per le decine e decine di studenti che scendono dalle università per stare con i propri familiari, almeno così dovrebbe essere, almeno così vorremmo che fosse come nella stragrande maggioranza d’Italia, ma qui a Mesagne da un paio d’anni a questa parte così non è.
Al contrario assistiamo ad una clamorosa assenza di iniziative pubbliche che se invece vi fossero, rappresenterebbero linfa vitale per le decine e decine di attività economiche e commerciali che operano sul territorio Mesagnese.
Ma invece qui a Mesagne no; qui a Mesagne ai nostri operatori commerciali non è dato di poter usufruire dell’indotto che la stagione estiva porta con se, non è dato di poter usufruire del via vai del centro storico e non è dato semplicemente perché un indotto non c’è e il centro storico vive una fase di degrado.
Per l’AST questo è un problema ben più grave di quello che si vuol far credere, per l’AST, questo è un problema che interessa e intacca gravemente lo sviluppo economico e turistico del nostro territorio.
Non è concepibile che un paese come Mesagne, che dispone di un centro storico che farebbe la fortuna di tanti, venga invece abbandonato a se stesso, non è accettabile che in tutta la città e per tutta la settimana si assista a scene che ricordano Napoli, con i cassonetti stracolmi di rifiuti e con cattivi odori che ormai stanno quasi diventando la normalità, per non parlare delle strade e delle secolari chianche del centro storico che sono sporche e in fase di abbandono da mesi interi.
Le conseguenze di tutto questo si stanno già facendo vedere e sentire: alcune attività commerciali, aperte solo all’inizio dell’estate 2009, infatti, sono già state costrette a chiudere, e questo ci fa pensare.
Se in estate, quando l’economia dovrebbe girare, qui a Mesagne vi sono addirittura attività che chiudono.
Cosa succederà quest’inverno?
Per fortuna che esiste qualche attività che splende di luce propria e che da sola è riuscita a creare un, se pur criticato, minimo di movimento.
Speriamo che vengano prese serie decisioni e importanti provvedimenti per far fronte a questa desolante realtà, affinché il futuro economico e turistico della nostra città non sia messo in serio pericolo.
http://www.astmesagne.blogspot.com/
Il Presidente AST : Dott. Silvio Molfetta

sabato 24 gennaio 2009










A.S.T.




TRA DIOSSINA E RIFIUTI…COSA CI ATTENDE?





In queste settimane la nostra Regione e in particolare il Salento è alla ribalta delle cronache nazionali per l’ emergenza rifiuti tanto da essere paragonata alla triste realtà napoletana. La gestione commissariale che si è avuta in gran parte dei Comuni del Salento ha portato ad una situazione insostenibile che è sfociata nella protesta degli abitanti del Comune di Ugento. Cosa è successo? Nel 2007 si chiuse la discarica di Nardò, come previsto dalla Giunta Regionale che governava allora, e da lì in avanti i rifiuti di gran parte dei comuni leccesi sono andati a finire in un'unica discarica : quella di Ugento. Oggi quella discarica è stracolma e i cittadini non ci stanno a convivere con i rifiuti e ad essere danneggiati sia fisicamente che economicamente(la questione ambientale si riversa sul turismo). Il risultato è che Ugento vive tra i rifiuti. Fortunatamente sembra che una soluzione si sia trovata e che presto verrà aperta una nuova discarica per poter gestire al meglio il problema. Ma il punto è un altro. Noi pensiamo che bisognerebbe prevenire queste situazioni portando avanti delle politiche di tutela dell’ ambiente che in Puglia vengono attuate poco o in ritardo. Mancanza di prevenzione si è avuta anche per la Centrale di Cerano. Sono di pochi giorni fa le dichiarazioni di Vendola che sta cercando delle soluzioni per ridurre le emissioni di carbone. Qui i problemi erano noti a tutti e fatti presenti già da tempo. Infatti il carbone è uno dei maggiori inquinanti capace di provocare problemi di carattere respiratorio e cardiaco oltre a diversi tipi di tumori. Inoltre nella Centrale di Cerano sembrano non esserci tecnologie adeguate di depurazione. La gente più volte si è fatta sentire con le autorità competenti ma da queste ultime c’è sempre silenzio. Comunque qualcosa ora si sta muovendo e si sta cercando di ridurre le emissioni del carbone e noi auspichiamo una vera e propria conversione al metano (anche se graduale, è necessaria). Speriamo che qualcuno ci senta. Un passo importante fatto dalla attuale Giunta Regionale approvando la legge anti-diossina che contiene le norme per la tutela dell'ambiente e del territorio e i limiti per le emissioni di diossina. Una legge, che ha visto il voto favorevole di buona parte dell’ opposizione, prevede la riduzione , entro il 31 dicembre 2010, a 0,4 nanogrammi a metro cubo . Ma sarebbe ora che anche la legislazione nazionale prendesse delle misure anti-diossina e speriamo che l’ esempio pugliese sia servito da incentivo per una legge che tuteli ambiente e cittadini. La legge anti-diossina approvata dalla Regione dimostra come la classe politica possa operare di comune accordo quando ci sono temi che riguardano la salvaguardia e la vita della collettività. Sarebbe bello che non rimanesse un caso isolato. Ma parlando di Mesagne e del nostro territorio , come si colloca Mesagne all’interno della questione rifiuti? Secondo noi sarebbero necessarie delle misure ambientali, specie riguardanti i rifiuti solidi e la raccolta differenziata. Lo spettacolo a cui siamo spesso costretti ad assistere sono cassonetti stracolmi,rifiuti per strada e amianto buttato ovunque. Noi dell’ associazione A.S.T. avevamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti ma le nostre considerazioni non hanno ricevuto alcuna risposta. Sarebbe ora che si discutesse seriamente dell’ argomento dialogando con l’intera città perché solo con la partecipazione dei cittadini si possono centrare obiettivi di questo tipo. E come si colloca Mesagne nella questione diossina , trovandosi in mezzo tra ILVA E CERANO? Noi ci auguriamo che anche in questo si facciano dei passi in avanti perché amiamo il nostro territorio e lo vogliamo vivere fino in fondo.




Alessandro Denitto





A.S.T. Mesagne

lunedì 22 dicembre 2008

ALCUNI MOMENTI DELLA PRIMA MARATONA DI NATALE


Un successo la Maratona di Natale.

E' ben riuscita la prima maratona di Natale organizzata dalle associazioni Ast, Csi e Atletica Mesagne Avis. Sulla distanza di 7.750 metri ha vinto il giovane Gianvito Galasso (San Vito dei Normanni) seguito da Vincenzo Daggiano (Gymnasium San Pancrazio) e da Michele Cuoco (Paolotti Martina Franca). Quarto posto per il mesagnese Orlando Buffo e quinto a Gianpiero Palma (Atletica Latiano). La gara femminile è stata vinta da Anna Perrucci (Atletica Mesagne), al 2° posto Maria Chirico (Atletica Latiano) e 3ª classificata Patrizia Prezioso (Atletica Mesagne). La gara ragazzi (1.100mt.) è stata vinta da Emanuele Gusso (Annunziata Mesagne) e per le ragazze Veronica Bocina.





























































































































IL PRESIDENTE DELL'A.S.T. SILVIO MOLFETTA INTERVISTATO.